La Comunità del Valore della giostra del tempo senza...tempo

ovvero: come trasformare la nostra Vita in una Storia fantastica...

di Carlo Cacciamani

E' probabilmente vero, in linea di massima, che della storia del pensiero umano gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti d'interferenza tra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse della cultura umana, in tempi diversi e in ambienti culturali diversi o di diverse tradizioni religiose; perciò, se esse realmente s'incontrano, cioé  se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine a un'effettiva interazione, si può allora sperare che possano seguirne nuovi e interessanti sviluppi... 
(Werner Heisenberg)





L’antica “giostra del tempo senza tempo”, dove i giovani di ieri e gli anziani di domani, si divertono a girare, seduti sui cavallini e i pesciolini di legno, mentre un’allegra musica li accompagna, felici per la serenità, prima perduta e poi ritrovata, grazie a quella virtù bellissima e spesso purtroppo accantonata, che alcuni chiamano speranza..
"La giostra del tempo senza tempo". 
(Carlo Cacciamani, Bonomo editore)



1. Premessa: così non può più andare avanti

E' un dato di fatto che non possiamo più negare. L' immane crisi sanitaria che stiamo vivendo in questo periodo ce lo sta dimostrando in tutta la sua evidenza più drammatica. Dobbiamo chiederci se l’attuale modello di sviluppo sia ancora sostenibile per il genere umano. La società del mercato senza regole ha prodotto un mondo dove i deboli diventano sempre più deboli e aumentano di numero, a fronte di pochissimi che divengano sempre più ricchi. L'idea che sia il PIL l'unico Valore che regola i destini dei Paesi e delle Popolazioni che li abitano ha determinato solo disuguaglianze e crescita della povertà, in gran parte del mondo. E poi, paradossalmente, a fronte di un concetto di "crescita senza limiti" dove il Dio Denaro sembra dover prevalere su tutto, assistiamo ad una produttività che sta rallentando, la disoccupazione cresce, mentre un capitalismo senza alcuna regola è diventato oramai padrone del mondo. L'etica è quasi scomparsa e l'unica regola non scritta è la volontà pervicace di arricchimento di pochissimi che governano masse di persone che si stanno impoverendo, ogni giorno di più. I beni e i diritti elementari dell'essere umano, come la salute, l'ambiente, la dignità, la qualità della vita, il diritto al lavoro, sono fortemente minacciati.

La nostra generazione sta contribuendo a regalare ai nostri nipoti e pronipoti un mondo invivibile, che sarà sconvolto dagli effetti dei cambiamenti climatici, che produrranno disastri e infelicità. La crisi sanitaria che stiamo vivendo potrebbe ripetersi altre volte, perché le cause che l'hanno generata sono poi le stesse che stanno già sconvolgendo il clima del Pianeta. Si sta distruggendo la biodiversità, sono state abbattute le foreste che tenevano separate tante specie animali che vivono allo stato selvatico dagli uomini, e si sono quindi accesi dei focolai di virus che sono passati da quelle specie agli uomini. E poi gli uomini, muovendosi senza freni nel mondo iper-globalizzato e schizofrenico di oggi, si sono contaminati. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Distruggere le foreste significa far crescere la concentrazione di gas serra, e la crescita dei gas serra produce il cambiamento del Clima. Cause simili, effetti che si sommano, quindi.

Il lockdown che ci ha tenuti chiusi nelle cause, impauriti sempre di più ogni giorno per una situazione che abbiamo anche a tratti considerato inconcepibile, ci ha dato tempo per riflettere. Forse la grande madre Natura ci ha avvisato, ci sta avvisando, e vuole darci altre possibilità. O forse un'altra, sola, di possibilità.
E' oramai tempo di iniziare ad analizzare con grande attenzione il crescente senso di insoddisfazione che, paradossalmente, viene alimentato da questa corsa sfrenata verso un benessere da raggiungere senza alcun rispetto del Pianeta. Dobbiamo assolutamente pensare di tornare a vivere più in sintonia con la Natura che ci circonda, smettere di credere di essere i padroni del Mondo, e tornare a pensare di poter costruire un sistema sociale non coercitivo ma sempre più libero. Abbiamo bisogno di una nuova etica che vada oltre la religione, dobbiamo riscoprire la spiritualità, vivere in maggior rispetto gli uni degli altri. 

Dobbiamo pensare a nuovi modi di costruire Valore, che siano basati sulla solidarietà, l'altruismo, la cooperazione, la condivisione delle ricchezze, tangibili e intangibili, che possediamo. 
Dobbiamo iniziare a costruire Comunità che producano Valore e Felicità. Oggi abbiamo anche le tecnologie giuste, che ci possono aiutare a perseguire questi sogni. E farli trasformare in realtà.

E' nostro compito iniziare a credere ed operare per raggiungere un nuovo modello socio-economico di produzione, di consumo e di convivenza che sia sostenibile con le risorse del Pianeta, e che ci permetta di far crescere una nuova coscienza, dove l'accaparramento di potere e denaro non sia più il solo e unico karma da perseguire. Dobbiamo lavorare per mantenere vivibile il nostro Pianeta, per garantire alle nuove generazioni una vita decente, e mantenere la meravigliosa biodiversità che ci circonda e che ci protegge. 
Dobbiamo mettere assieme cuore e cervello e coltivare la speranza che alimenti le scelte virtuose.
Serve, in definitiva,  un grande sforzo di innovazione.


2. L'Innovazione che crea Valore attraverso la Comunità.
Innovazione: parola magica. Si dice, e si legge, sempre più spesso, che per superare la "crisi" serve appunto, innovazione, che significa "alterare l’ordine delle cose stabilite per farne di nuove".
Innovare significa introdurre nuovi sistemi, logiche, modi di produrre Valore, per rispondere a sfide sempre più importanti e saper sfruttare le opportunità che anche la tecnologia ci offre. Ma innovazione ha un senso più ampio: non è solo un termine circoscritto alla sola tecnologia, domani migliore rispetto a quella di oggi. Essere innovatori significa rivedere il nostro stesso modo di concepire la vita e le nostre attività. Significa avere la capacità di analizzare le carenze del presente e intuire la direzione del futuro, immaginando i problemi del domani.

Soprattutto in momenti di grandi crisi come quella che stiamo vivendo e di grandi ed irrisolte sfide sociali (ad esempio, il cambiamento climatico, il problema dell’invecchiamento, il problema dell’energia e della sostenibilità di lungo periodo in generale), il Valore conseguito grazie all’innovazione deve tener conto dei molteplici aspetti della natura umana e della società.
Dobbiamo, allargare la vista: e passare da una misura prettamente economico-finanziaria, al concetto di Valore etico e sociale. Si deve poter immaginare la possibilità  di trasformare un sogno nella realtà di un nuovo mondo dove si debba, e si possa, produrre benessere diffuso e non appannaggio di pochissimi a scapito di moltissimi, generando miglioramenti sostenibili delle condizioni di vita della collettività.  Si può fare e abbiamo la possibilità, le competenze e le tecnologie per farlo. 
La ricetta è semplice: credere nelle persone, e nel Valore che esse portano con sé. E che può essere distribuito. Ma perché questo possa accadere, le persone devono conoscersi, scambiare i loro talenti e crescere assieme, e in tal modo far crescere la Società. Le persone che si aiutano, che si scambiano le ricchezze che possiedono, e che così facendo costruiscono progetti virtuosi. Le persone che si mescolano, che si contaminano, che si passano conoscenze e competenza. Che si scambiano, in definitiva, felicità.

Dobbiamo costruire Comunità in modo da abbattere i recinti degli egoismi e della salvaguardia dei troppi piccoli "orti" che ci costruiamo, ritenendo di salvaguardare qualcosa che facendo così invece non può che perdersi. Dobbiamo tornare a credere che assieme è bello e da soli è brutto. Non è buonismo di maniera: è una necessità di sopravvivenza.
Dobbiamo ridare rilevanza all'estetica del dire, del parlare, del comunicare, perché spesso il soddisfacimento di un'esigenza di bellezza corrisponde anche a rispondere a un principio etico: perché etica ed estetica possono alimentarsi a vicenda. 

Dobbiamo smettere di continuare a proteggere-il-mio, perché quel mio che si vuole pervicacemente proteggere è troppo spesso ben poca cosa rispetto al Valore della condivisione, che produce ricchezze tangibili e intangibili molto superiori a quelle del protezionismo esagerato, gretto molto spesso, e sempre e comunque cieco.

E dobbiamo anche iniziare a pensare che la salvaguardia costi-quel-che-costi del nostro orto, produce la povertà di altri ed anche la nostra povertà e infelicità, nel medio e lungo termine. Potremo, forse, illuderci di aver raggiunto qualcosa di Valore nel breve, ma poi si dissolverà al sole alla prima crisi. 
Dobbiamo diventare resilienti, cioè capaci di trasformarci per migliorare, di svoltare di vedere nell'altro un amico col quale progettare la nostra stessa felicità, non come il nemico che ce la vuole, necessariamente, rubare.


3. Le persone depositarie di Valore
Noi possiamo immaginare di posizionare le singole persone (o anche le piccole comunità già esistenti, magari anche che operano assieme, ad esempio nelle piccole aziende, o nella stessa pubblica amministrazione,...) all'interno di uno "Spazio del Valore" (nella dinamica dei Sistemi Dinamici si chiamerebbe lo "Spazio delle Fasi"  che utilizzerò come analogia utile).

In questo "spazio del Valore", gli assi e le coordinate delle persone che vi sono immerse, sono rappresentati dalle loro competenze o capacità, o talenti, che possiamo immaginare di misurare, usando una qualche scala da uno, per dire, a cento. Si tratta di capacità, o competenze, tangibili e intangibili, che possono essere le più svariate e che fanno degli esseri umani dei veri "forzieri" di Valore. 

A titolo di esempio, potremo parlare di competenze nei settori umanistici e in quelli scientifici, e attitudini e capacità tecniche misurabili, ed anche quelle artistiche o la capacità di saper narrare e raccontare, suonare strumenti e di cantare, dipingere. A queste possiamo anche aggiungere le capacità a progettare, così come quelle di saper organizzare altre persone, a trasformare idee in prodotti e servizi ed anche quella non meno importante della costanza di saper raggiungere gli obiettivi che si sono immaginati. In tal senso le doti di perseveranza, tenacia e voglia di fare non sono meno rilevanti della capacità di ideare e pensare soluzioni innovative nei vari settori. Ci sono poi le attitudini allo sport, la capacità di insegnare, e altro ancora. 

L'elenco di tali talenti potrebbe continuare all'infinito, o quasi. Ogni persona ha una serie di questi talenti. Se ci pensiamo bene, ognuno di noi sa fare qualcosa bene, qualcosa molto bene o addirittura è esperto. In genere ognuno di noi ha un numero limitato di macro-competenze, ci sono persone dove questo numero è molto elevato, altre il cui numero è più basso. Ma non esiste persona in cui questo numero sia zero. Ogni persona può, quindi, darsi un proprio "punteggio", e quindi può essere rappresentata come "un punto" nello Spazio del Valore. Le "coordinate" di quella persona in quello spazio saranno diverse da quelle di un'altra persona. se abbiamo "N" persone, potremo rappresentarle in questo Spazio come una nuvola di punti.

Per far capire il concetto, immaginiamo per semplicità che le macro-competenze siano solo due. Ad esempio le capacità (o competenze, o conoscenze, in questo momento non fa troppa differenza dire in un modo o nell'altro) scientifiche e quelle umanistiche. Ma potrebbe essere anche la capacità di suonare e quella di saper costruire delle cose...Se abbiamo una Comunità di 12 persone, e ad ognuna persona attribuiamo due punteggi (una per ognuno dei due talenti) potremo avere una tabella del genere:

competenza 1
competenza 2
Paolo
59
49
Maria
68
53
Luigi
38
84
Alessandra
72
45
Antonio
79
77
Maura
25
54
Marco
32
44
Carlo
20
45
Giovanna
30
90
Sandro
92
70
Francesca
40
92
Elisa
87
84

A questo punto potremo rappresentare graficamente, nel nostro Spazio del Valore, in questo caso a sole due dimensioni, le diverse persone, nel modo mostrato nella Figura 1. Il Valore totale può essere rappresentato dall'area totale possibile.
  



Figura 1


Ognuna di queste persone, nella sua vita, percorre un suo cammino in questo spazio. E copre quindi, magari, una determinata area. Cosa rappresenta, in questo caso, il movimento di quella persona?
E' semplice: il "movimento" di ogni persona, in questo spazio del Valore, può significare che, ad esempio, per un periodo della sua Vita ha favorito la crescita dello Competenza 1 (ad esempio le sue competenze scientifiche), poi magari ha incontrato un'altra persona e da quel giorno ha iniziato a sviluppare lo Competenza 2 (ad esempio la conoscenza nel settore umanistico). E' evidente che questo discorso è generalizzabile a spazi di competenza multidimensionali. Se ne abbiamo "N", lo spazio avrà quindi N dimensioni, ma il concetto è assolutamente lo stesso anche se i percorsi si complicano, le aree divengono volumi, o iper-volumi che dir si voglia...

In tutta la sua vita una persona transiterà in una parte di quello spazio: se rimaniamo al nostro esempio a due dimensioni, molto difficilmente potrà occupare tutto lo spazio del Valore (misurabile in 10000 unità al quadrato). Ne occuperà solo una parte, più o meno grande, a seconda di quanto sarà stato ampio il suo percorso di crescita delle sue macro-competenze, grazie ad esempio allo studio individuale e alle esperienze vissute, ma anche di quanto ampia, o al contrario limitata, sarà stata la sua interazione con gli altri. 

Le sue macro-competenze potranno essere cresciute, o rimaste invariate (o magari anche calate) in relazione agli scambi che avrà avuto con le altre persone, agli stimoli ricevuti, al vivere in mezzo ad una Comunità, piuttosto che da solo, o anche assieme a soli suoi "consimili", cioè persone aventi all'inizio del loro percorso di vita lo stesso suo livello di competenza e che non hanno mai voluto...contaminarsi con gli altri, per paura di perdere qualcosa del proprio "orto", invece di guadagnare qualcosa, con l'altro,  nel "campo" grandissimo delle opportunità da cogliere.


4. Le aree omogenee (i cluster) del Valore: come possono crescere di ampiezza: la necessità della contaminazione.
Usando la rappresentazione grafica introdotta in precedenza, possiamo definire una specie di distanza  tra le persone, in quello spazio del Valore. Nell'esempio a due dimensioni sopra riportato, con solo due assi (comp 1 e comp 2, con valori che vanno da 1 a 100), tale distanza tra le persone A e B può essere definita con una semplice distanza euclidea, ad esempio.


A partire da tale matrice delle distanze, è possibile, attraverso una procedura di analisi statistica multivariata denominata cluster analysis (per gli interessati a saperne di più, si può guardare anche qui: https://iaml.it/blog/introduzione-cluster-analysis), definire se ci sono delle aree omogenee (o appunto, cluster) in questo spazio. In sostanza, si tratta di quelle porzioni dello spazio del Valore in cui diverse persone hanno competenze analoghe. 
Nel nostro caso, facendo una aggregazione del genere, emergono chiaramente 4 aree omogenee  (A, B, C e D), che possiamo rappresentare graficamente, usando la Figura 1:



Figura 2


Più persone che stanno sempre all'interno di una piccola area (ad esempio: Carlo, Maura e Marco che sono all'interno del cluster B), in tutta o gran parte della loro vita, hanno attitudini analoghe. In genere, se non c'è "contaminazione" tali aree omogenee sono molto stabili, e tendono a mantenersi. Addirittura, nella nostra società, queste aree possono trasformarsi in vere e proprie lobby o centri di potere.  Le persone che risiedono all'interno di un'area omogenea del genere ritengono spesso di poter gestire tutto il Valore disponibile, e invece non si rendono conto della limitatezza dello Spazio del Valore che detengono. Usano anche la forza, talvolta, per impedire, ad altri, di muoversi all'interno dello stesso Spazio, per paura di perdere potere...In genere, le persone che concepiscono la logica della lobby, o fazione che dir si voglia, non vogliono contaminarsi con gli altri, anzi temono proprio di essere contaminati. 

E così facendo, non crescono. E così non si crea nuovo Valore, che pertanto rimane inesplorato. Spazi enormi di opportunità perduti e non investigati, per difendere qualcosa che si ritiene fondamentale. Talvolta questo “qualcosa” viene chiamato la propria identità che passa attraverso la pervicace protezione dei propri ristretti ambiti di competenza, che non favorisce gli scambi di idee e la crescita delle comunità. E’ quella che in gergo si chiama "la cultura degli orti", che rende le persone povere, e con esse la Società in cui vivono.  

Se, al contrario, le persone che sono interne ai quattro cluster iniziassero a interagire tra loro, magari anche non contemporaneamente, ma anche solo a due a due, a tre a tre, potrebbero aumentare di gran lunga il loro spettro di competenze, si accrescerebbero le aree occupate nello Spazio del Valore, alcune magari, mai esplorate, potrebbero fornire input formidabili per progettare ed innovare.

In genere la "cultura dell'orto" prima o poi auto-distrugge quella stessa area omogenea dello Spazio del Valore, dove vivono le persone che non vogliono vedere oltre quei confini, e che tanto hanno difeso. Un'area omogenea isolata dal resto, per quanto possa essere solida e per quanto forte potrà essere la sua spinta (negativa) finalizzata al tenersi staccata dagli altri, alla fine infatti risulta molto debole. Basta una semplice crisi (ambientale, sanitaria, economica...) per farla scomparire.  E questo perché le forze che la Natura può esprimere sono drammaticamente superiori a quanto questo uomo moderno, spesso troppo egoista e super velleitario dell’Antropocene, possa mai saper contrastare. 

E più si isolerà, meno sarà resiliente e cioè capace di mettersi in salvo. Uno status di egoismo intellettuale  che trascende talvolta anche in volgari razzismi di ogni tipo, che rendono barbara la Società e dai quali tra l’altro, non emerge alcun Valore ma solo cattiveria e stupidità. Ma anche nei casi in cui non si sfoci in razzismi più o meno conclamati, per molte persone vivere l'intera vita all'interno della  propria area omogenea di competenze è comunque rassicurante. Non importa che in tal caso, nella maggioranza dei casi, questo atteggiamento possa condurre all'avvilimento e all'invecchiamento intellettuale precoce. 

In altri casi queste forme di protezionismo esasperano la corsa verso un iper-tecnicismo ingiustificato, creato ad hoc e senza che ve ne sia troppo spesso alcun bisogno, ma solo per allontanare ancor di più le persone che stanno dentro aree di competenze diverse (quante volte è detto, o lasciato intendere: "tu non puoi capire, noi abbiamo la conoscenza, usiamo il giusto linguaggio"..), e non producono vera Cultura. La competenza usata per separare, invece che per aggregare,è una triste realtà di oggi.

I grandi passi in avanti, i così detti "breakthrough", di ogni genere compresi quelli tecnologici, nella storia dell'uomo, sono sempre accaduti grazie all'apertura della discussione tra portatori di idee e culture diverse, per non dire spesso contrapposte. E mai dalla coltivazione del piccolo orticello di conoscenze disponibile...sotto casa. La frase iniziale di Werner Heisenberg credo sia eloquente al riguardo.

E talvolta, nella società, servono i profondi cambiamenti. Non bastano sempre i processi di miglioramento continuo, spesso infinitesimo. Adesso, con un post emergenza Covid-19 da affrontare, con una crisi climatica che è già una realtà e che continuerà che produrrà danni enormi per l'umanità se non saprà o vorrà attrezzarsi, adesso serve proprio un saltio in avanti.  E c'è solo una maniera per andare nella direzione del cambiamento radicale, a mio avviso: costruire Comunità più resilienti,  capaci di migliorare anche per meglio auto-proteggersi, attraverso la creazione di nuovo Valore. 

E questo lo si può fare usando due cose che noi, essere umani, abbiamo per fortuna in quantità: il Cuore e il Cervello. Si, ci vuole anche il Cuore, che rappresenta la capacità di donare quello che si ha e trasferire quello che si sa fare, avendo magari anche solo una piccolissima speranza di ricevere qualcosa in cambio. Usare il Cuore, oltre che il Cervello, significa gettare qualche seme di etica in più nei comportamenti e fare in modo che da quei semi, alimentati con l'acqua della ragione, si sviluppino fiori e piante in grado di farci tornare ad essere degli esseri umani degni di questo nome, e non delle macchinette che corrono spesso senza meta, come fossimo automi privi di, appunto, Cuore e Cervello.


5. Creare una Comunità: dalle aree omogenee isolate alla costruzione di Anelli virtuosi, le ghirlande brillanti nello Spazio del Valore.
E' un imperativo categorico: creare Comunità per produrre Valore. Contaminarsi, mescolare saperi, attitudini, culture e conoscenze. Non chiudersi all'interno dei propri egoismi, ma ancora più spesso delle nostre paure. Per carità, talvolta le paure sono comprensibili e necessarie, ma se eccessive, sono anche nefaste: troppa paura impedisce, per definizione, la Vita stessa.

Con questi pensieri in testa, vorrei proporre la nascita della Comunità della giostra del tempo senza tempo, che avrei piacere si ampliasse nel tempo, partendo da un germe iniziale costituito.  
Un blog come questo potrebbe essere un mezzo per far crescere la Comunità, favorire le contaminazioni, e da esse far fiorire e sviluppare progetti inter-settoriali sfidanti, in grado di creare veramente Valore nuovo,  prima inesplorato.  

Fino a quanto scritto sin ora è oserei dire...semplice. E non è neanche una novità, se non forse in una certa diversa maniera in cui ho voluto rappresentare tutto ciò. Il Valore è un concetto ben noto, ad esempio nel mondo delle Imprese, dove per altro spesso lo si interpreta come mero valore  economico. Anche l'utilizzo degli strumenti della dinamica dei sistemi dinamici è forse anche una novità, ma questi sono comunque aspetti del tutto marginali. 

Sicuramente ci sono molti altri che hanno già pensato queste cose, che hanno creato  Comunità di ogni tipo, e per il raggiungimento di scopi altrettanto diversi. Io però vorrei aggiungere due mezze novità, di cui almeno una è in realtà un prerequisito fondamentale, per me. La prima novità è, in realtà, un requisito di eticità speciale da rispettare, per chi vorrà prenderne parte, dall'altro la proposta di individuare degli incentivi, per favorire le aggregazioni, alimentarle, sfruttando quello che la tecnologia ci può offrire.

Il requisito di eticità è necessario perché una Comunità del genere deve costruire Valore per gli altri, per la Società, oltre che per se stessi. Non ci sono dividendi o ricchezze economiche da spartire, ma solo opportunità da intercettare che aiutino soprattutto chi fa più fatica oggi, a vivere il tempo di adesso, soprattutto, che siamo ancora tutti più o meno in mezzo a questa maledetta emergenza sanitaria. Il che non significa affatto che, creandosi aggregazioni di Valore, non ci possa essere anche un ritorno economico per chi partecipa, ad esempio, ad una iniziativa progettuale, finanziata da una programmazione nazionale, od europea, che è potuta esistere perché le persone si sono conosciute, e aggregate,  attraverso la Comunità. Questo non solo è lecito, ma persino auspicabile. La Comunità non prevede costi di iscrizione per farne parte, non è e mai sarà un soggetto giuridico: la Comunità è un oggetto intangibile, che si mantiene con gli sforzi di chi ci vuole stare dentro, e che collega le persone, e basta. 
E non è neanche una aggregazione di filantropi ma certamente non possono farvi parte coloro che ritengano di poter fare affari, o business, solo per se stessi, usandola. Non sono gradite le persone che si ritengano molto più "furbe" delle altre, così come quelle che, parimenti, vedano sempre tutto nero, o che passino le loro giornate a lamentarsi per ogni cosa, pur avendo, magari in certi contesti e per certe realtà, anche ragione. La Comunità non è un luogo per criticare tutto e tutti, come sta accadendo sempre più spesso ad esempio sui "social media", ma al contrario è un luogo dove manifestare positività. 
Il mio sogno sarebbe avere al suo interno dei "sognatori concreti", che può apparire una contraddizione in termini, anche se a mio giudizio non lo è affatto, ma credo esprima bene il concetto. Sognatori aperti alla novità ma coi piedi per terra e che non abbiamo paura di confrontarsi, e che vogliano dare concretezza anche ai sogni.

La "Comunità della giostra del tempo senza tempo" non è un rifugio per auto-commiseranti per vocazione perennemente finti depressi, ma per persone che credono nelle persone, senza se e senza ma, e che non facciano distinzioni di genere, età, religione, credo politico, colore della pelle, nazionalità. 

L'altro paletto, che in realtà è un incentivo, è che la Comunità potrà avere una tecnologia, dietro, che quantifichi e poi trasferisca "pezzi" (in gergo: token) di Valore dal signor Pietro alla signora Maria, nel momento in cui il cluster dove sta Pietro e quello dove risiede Maria decidano di parlarsi e contaminarsi, creando appunto Valore tangibile o intangibile. 

Alla data odierna sono state da me contattate più di 40 persone che hanno deciso di prendere parte alla Comunità. Ad ogni persona ho spedito una scheda da compilare nella quale possono auto-valutarsi, con un punteggio da 1 a 100, relativamente al livello di conoscenza e/o competenza che ritengono di possedere su 9 tematiche, che vanno dalle conoscenze scientifiche, a quelle umanistiche, alle attitudini artistiche, informatiche, di capacità di progettare e altre ancora. 
Sulla base delle 40 valutazioni ho ricevute, ho potuto definire un loro primo posizionamento nel Piano del Valore, e da tale posizionamento stabilire una prima definizione di "cluster" o aree omogenee, che rappresenta un primo livello di aggregazione. 

Adesso intendo andare oltre, e pubblicizzare, attraverso questo post, tale iniziativa. Coloro che leggeranno questo post, e c
he intendono accettare le condizioni di appartenenza a tale Comunità, possono aggiungere un commento al termine di questo post, indicando i loro riferimenti di posta elettronica. Saranno da me contattati e riceveranno la "scheda di autovalutazione", che mi permetterà di inserirli nello Spazio del Valore che fa la "mappa" della Comunità. 

La condizione per stare "dentro" è rendersi disponibili ad essere intercettati, via posta elettronica, per condividere idee, progetti da sviluppare, curiosità da porre all'attenzione degli altri, e tanto altro.

Al resto, poi, ci deve pensare la...Serendipity, e la voglia di non restare soli. 
A lamentarsi, troppo spesso...







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